Cani, conigli e pizza

Posted by castronuovo on Aug 5, 2012 in Sociale |

Siamo all’apoteosi: il Direttore del Servizio Veterinario che ha fatto fare finora tutto quello che voleva al Comune, adesso non riesce nemmeno a farsi dare i soldi della pizza che, a suo dire, si è tolto di bocca per vaccinare i congli.

Come chi non ha argomenti a supporto delle proprie tesi, incolpa tutti, a caso.
La colpa è della Pirini che ha stressato il Direttore del Servizio Veterinario e quindi si deve a lei la mancata vaccinazione dei conigli.
Peccato che poi si legga negli articoli che i conigli non sono più vaccinati da oltre un anno, quindi da molto prima che la Pirini disturbasse l’azione del suddetto Servizio.

Il consigliere provinciale PDL Gagliardi, poi, in un’interrogazione in Provincia, rileva che l’ASL si è limitata ad ossequiare una norma e che la vaccinazione della mixomatosi non è una vaccinazione obbligatoria e quindi non a carico del SSN, smentendo chi tende ad additare il servizio veterinario come causa di tutti i mali.
Chi ha mai detto che è obbligatoria e che è a carico del Servizio Sanitario Nazionale? Rimane la responsabilità dell’Asl.

Poi fa riferimento ad un documento sollecitato dall’Ing. Guidi, funzionario del Comune, (altra persona sulla quale si tenta di addossare una qualche colpa di non si sa bene cosa), che ha l’aria misteriosa e in cui si afferma niente di più di quello che vado dicendo da molto tempo.

Cosa dice il Ministero della Salute? Esso afferma, in data 12 marzo 2012, che la gestione degli animali ricade nelle competenze del Sindaco nella sua qualità di autorità sanitaria locale, mentre al servizio veterinario spetta esclusivamente la vigilanza sanitaria.
Se il Ministero, o il Servizio Veterinario, scopre nel 2012 che la responsabilità della gestione degli animali è del Sindaco, quando è scritto nel regolamento di Polizia Veterinaria dal 1954, c’è da stare freschi e in più ha risvolti comici leggere che al Servizio Veterinario spetti “esclusivamente la sorveglianza sanitaria”.

Per l’appunto: dov’era? Cos’ha sorvegliato?
Il Direttore del Servizio Veterinario ha l’obbligo di fare il tecnico esperto per il Sindaco e di dire cosa è necessario fare per tutelare il benessere e la salute degli animali liberi sul territorio comunale.
Se non fa questo, che è il suo unico compito, cosa fa?
Deve saperlo il Sindaco ogni quanto vanno vaccinati i conigli per la mixomatosi e qual è il loro grado di prolificità per approntare un piano di controllo delle nascite?

Se questi sono compiti del Sindaco e non del Servizio Veterinario, vorrà dire che va resa obbligatoria la laurea in medicina veterinaria per potersi candidare alla carica di Sindaco.

Ormai Forlì diventerà lo zimbello di tutta Italia.

Nei giorni scorsi il Dr. Usberti ci aveva già provato, riuscendoci ampiamente, con il suo divieto perentorio all’ingresso di 20 Beagle, provenienti dall’allevamento Green Hill di Montichiari (Brescia), al rifugio “La Pioppa”, gestito dalla Lega Nazionale per La Difesa del Cane.

Un’autorizzazione che, è bene ricordare, era già stata concessa da magistrati e da veterinari bresciani.
Non si è data l’autorizzazione perché il Direttore del Servizio Veterinario, il Dott. Usberti, ha deciso che i cani devono essere affidati direttamente alle famiglie di Forlì che ne facciano richiesta.
Alle volte basterebbe ragionare.
Se una famiglia che si rende disponibile all’affido di questi cani adulti, che sono evidentemente traumatizzati, ha modo di andare a conoscere il cane da adottare prima dell’inserimento e se sa che c’è una struttura alla quale fare eventualmente anche un ritorno temporaneo intanto che il rapporto non si è stabilizzato, si sentirà certamente più affiancata e tutelata.

Come può qualcuno anche solo pensare che da Brescia possano gestire in maniera efficiente circa tremila affidi direttamente in tutte le città d’Italia?

Se il compito del Direttore del Servizio Veterinario, come ci è stato ricordato, è solo quello della sorveglianza sanitaria, sarebbe stato meglio ci si fosse attenuto, risparmiando questa figura al Comune di Forlì.

Tali ultimi avvenimenti, oltre a suscitare la legittima protesta della Lega del Cane, che si è espressa con chiarezza e pubblicamente con articoli in merito, sono stati anche oggetto di un’interrogazione in Consiglio Comunale presentata dalla sottoscritta in data 31 luglio 2012.

Le risposte fornite hanno dell’incredibile, per non dire dell’assurdo.

La motivazione addotta dal Vicesindaco è che il Dir. del Servizio Veterinario ha negato l’ingresso ai 20 cani per tutelare il benessere degli animali.

Non regge, visto che in almeno altre due situazioni non se ne è minimamente preoccupato.
Ricordo che fece spostare i cani provenienti da un sequestro effettuato nel territorio di Cesena e già affidati ad associazioni forlivesi, al Canile Municipale di Forlì e che questo ennesimo spostamento portò, come era facilmente prevedibile per un veterinario, ad ulteriore stress per gli animali, con conseguente morte di molti dei cani per gastroenterite.
Dopo pochi mesi da questo episodio, già di per sé deplorevole, fece trasferire 6 cuccioli da Meldola, sempre per un sequestro (mentre avrebbe potuto tenerli sequestrati nel luogo di custodia in cui si trovavano), ancora una volta al canile Municipale di Forlì, dove ne sono morti 5, sempre prevedibilmente, per gastroenterite.

Questa linea di condotta non mi sembra uniformarsi alla “sorveglianza sanitaria” o alla tutela del benessere degli animali, anzi…

Come ciliegina sulla torta l’Amministrazione in una nota stampa risponde alla Lega del Cane in merito alla vicenda Green Hill dicendo: “Ogni accusa, a questo punto, pare pretestuosa e del tutto fuori luogo. L’Amministrazione lo segnala ai cittadini, perché speculare sui cani, così come sui morti, non è cosa degna”.
Complimenti, bella risposta…
Cosa c’entrano i morti? Chi sono i morti? Certo togliete proprio le battute dalla bocca della gente…

Ricordo però che non più di pochi giorni prima del divieto all’ingresso dei cani, il Vicesindaco Biserna aveva fatto un comunicato stampa riguardante la vivisezione e Green Hill dal titolo: “Le istituzioni lancino un grido” contro la vivisezione…

Invece di gridare le Istituzioni avrebbero potuto fare qualcosa di pratico, come accogliere dei cani da far adottare alla cittadinanza.

O avrebbero potuto pensare di sostituire il Direttore del Servizio Veterinario perchè non pare svolgere correttamente i suoi compiti di tecnico a supporto dell’azione dell’Amministrazione in ambito veterinario, facendo peraltro fare figure pessime alla stessa Amministrazione.

[Destinazione Forlì]

Reply

Copyright © 2022 I sensi nascosti All rights reserved. Theme by Laptop Geek.