FILM: “A beautiful mind”



Regista: Ron Howard Luogo di produzione: U.S.A. Data di uscita :2001
Questa è soprattutto la storia di uno dei tanti che ha vinto la sua scommessa con la vita data per persa proprio da chi ne poteva vantare una in apparenza migliore e più felice. Le capacità umani sono sorprendenti e ci conducono spesso a superare limiti insormontabili. E’ la vita di uno scienziato ma non parla di scienza. E’ un film emotivamente pieno, che fonde il talento di un genio nel suo aspetto umano, il tutto in un’atmosfera che incanta e fa davvero credere che qualcosa di straordinario sia possibile.



Abstract dei contenuti:
Nel 1949, John Nash (Russell Crowe) entra nell’università di Princeton. John è ancora giovane, ma già dotato già di un brillante talento matematico. La sua capacità di analisi è direttamente proporzionale però alla sua chiusura mentale e sociale: John infatti tende ad evitare qualsiasi rapporto sociale. La gente gli fa paura, ed egli spesso è imbarazzato quando deve raffrontarsi agli altri, in pubblico soprattutto. Solo una persona gli è da filtro tra il suo mondo, fatto di calcoli, e la realtà, fatta anche di essere umani: Il suo compagno di stanza, Charles. John passa così il tempo ad elaborare formule che gli diano la tanta aspirata fama ed infatti alla fine ottiene un risultato sorprendente: una teoria, la cosiddetta “teoria dei giochi”che rivoluziona il modo di pensare delle moderne teorie economiche di Adam Smith. La teoria analizza in breve il comportamento di individui in situazioni di interazione strategica. Grazie a questa brillante teoria, egli riesce ad ottenere un prestigioso posto di lavoro al MIT di Boston. John pur avendo una reale fobia sociale, conosce una studentessa di nome Alicia. I due si innamorano e successivamente si sposeranno. Successivamente, John entra in contatto con un personaggio enigmatico: William Parcher, che si presenta come agente segreto della CIA. Il periodo infatti è quello della guerra fredda e alla CIA piacciono le persone brillanti come John, che viene assunto come decodificatore (ovviamente con la promessa di mantenere il segreto). Oltre a Parcher, egli di tanto in tanto conversa con la nipotina di Charles, che gli chiede delle domande. In realtà John scopre che Parcher, e tantomeno la nipotina,altro non sono che il frutto della sua mente malata. In pratica persone inesistenti, proiezioni di una sconvolgente allucinazione. Questo dopo che il suo strano comportamento era stato notato dalla moglie (John infatti si chiude in una specie di capanno fuori casa, e conversa segretamente con quello che crede Parcher,in realtà sé stesso). John scopre così,per mezzo di medici (dopo essere stato accompagnato dalla moglie) di essere malato di una grave forma di schizofrenia che gli fa vedere cose che in pratica non esistono. Dapprima egli ovviamente non accetta la diagnosi del dottore:crede che Parcher esista veramente, poi si arrende all’evidenza di fronte ai fatti, che smentiscono categoricamente la sua realtà fittizia. John, sconfortato viene sottoposto così a dei pesanti trattamenti, fatti di farmaci che lo debilitano nella mente e anche nel fisico. Nonostante questo, grazie all’amore di Alicia, riesce ad andare avanti, a superare la sua condizione e tornare ad insegnare, prendendo onoratamente anche il premio nobel per l’economia nel 1994.



Parole chiave emerse:

schizofrenia, superdotato, normodotato, malattie mentali, limiti

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